Decreto correttivo Codice Appalti: cosa cambia per il cleaning professionale

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Il 20 maggio è entrato in vigore il Decreto Legislativo 19 aprile 2017 n. 56 dal titolo “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”. In questo post le principali novità per il GPP nel cleaning professionale.

Per il Green Public Procurement (GPP) nell’ambito del cleaning professionale il Decreto correttivo interviene sui seguenti articoli del Codice Appalti:

  • Art. 34. (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale) modificato dall’Art. 23 del Decreto correttivo
  • Art. 50. (Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi) modificato dall’Art. 33 del Decreto correttivo
  • Art. 82. (Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova) modificato dall’Art. 51 del Decreto correttivo
  • Art. 86. (Mezzi di prova) modificato dall’Art. 55 del Decreto correttivo
  • Art. 93. (Garanzie per la partecipazione alla procedura) modificato dall’Art. 59 del Decreto correttivo
  • Art. 95. (Criteri di aggiudicazione dell’appalto) modificato dall’Art. 60 del Decreto correttivo
  • Art. 213 (Autorità Nazionale Anticorruzione) modificato dall’Art. 125 del Decreto correttivo

Le novità più importanti riguardano l’Art. 34 

Le novità più importanti riguardano l’Art. 34 (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale) nel quale è introdotto l’obbligo di applicazione totale dei Criteri Ambientali minimi. Non è più valida quindi la formula secondo cui i CAM si devono applicare su di una percentuale del valore a base d’asta: si stabilisce infatti che “L’obbligo di cui ai commi 1 e 2 si applica per gli affidamenti di qualunque importo, relativamente alle categorie di forniture e di affidamenti di servizi e lavori oggetto dei criteri ambientali minimi adottati nell’ambito del citato Piano d’azione”.

E’ stata quindi eliminata la soglia del 50% della base d’asta per l’applicazione – tra gli altri – dei CAM per l’affidamento del Servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene (DM 24 maggio 2012) e dei CAM per l’affidamento del servizio di sanificazione per le strutture ospedaliere e per la fornitura di prodotti detergenti (Decreto 18 ottobre 2016).

L’intervento sull’art. 50

L’intervento sull’Art.50 (Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi) sancisce l’obbligo e non più la facoltà di inserire le clausole sociali del bando di gara per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità di manodopera (come ad es. servizi di pulizia e ristorazione).

Modifiche agli articoli 82 e 86

Le modifiche all’Art. 82 (Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova) definiscono più precisamente le caratteristiche dell’organismo di valutazione della conformità, mentre la modifiche all’Art. 86 (Mezzi di prova) sono una puntualizzazione circa il certificato di esecuzione dei lavori che dovrà essere redatto secondo lo schema predisposto dall’ANAC – Autorità Nazionale Anti Corruzione.

Non meno importanti novità sono legate all’art. 93 (Garanzie per la partecipazione alla procedura) relativamente alla riduzione della fideiussione provvisoria e definitiva per la partecipazione alle gare d’appalto. Il calcolo di tali riduzioni, derivanti dal possesso di certificazioni di processo e di prodotto, si basa sul principio che, in caso di cumulo delle riduzioni, la riduzione successiva deve essere calcolata sull’importo che risulta dalla riduzione precedente.

Nell’art. 95 (Criteri di aggiudicazione dell’appalto) viene stabilito, in caso di valutazione delle offerte, in base al miglior rapporto qualità/prezzo, un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento sul totale del punteggio. Inoltre, con le modifiche introdotte anche all’Art. 213 (Autorità Nazionale Anticorruzione), si concentra sull’ANAC tutto il flusso informativo relativo agli appalti pubblici. ANAC gestisce, avvalendosi   dell’Osservatorio dei contratti pubblici, la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici e si occupa del monitoraggio del grado di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi del Green Public Procurement – GPP.

 

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